I raccomandati - 2
Le raccomandazioni di per se non sarebbero una cosa negativa. Favorire una persona capace, una persona seria e affidabile per un determinato ruolo sociale in confronto a un buono a nulla se non peggio, non sarebbe un male. Purtroppo la realtà è ben diversa. Il mio caso descritto in questo post non lascia spazio a compromessi. La filosofia conta zero. Se in Italia milioni di persone hanno preso per tutta la vita e stanno continuando a prendere finte pensioni di invalidità, dico milioni, porterò esempi concreti e nessuno le ha mai tolte nonostante i leccapiedi dei media, quando leggevo i giornali italiani qualche annetto fa, scoprivano di tanto in tanto l'acqua calda. Mai letto una sola volta che avessero tolto il non dovuto a qualcuno, mai. Soltanto la notizia per far vedere quanto sono brave le istituzioni ma fatti zero. I raccomandati hanno vissuto tutta la vita sulle spalle altrui e ci vivono tutt'ora. Sono le leggi italiane che li proteggono, sono state fatte apposta. Dal più piccolo al più grande. Il tutto avviene di nascosto non esiste alcuna traccia. Venirne a conoscenza è fondamentale per giudicare ma la cosa è solo possibile in ambito personale. Parenti, conoscenti molto stretti e poco altro. Gli esclusi nemmeno lo sanno. Non è nemmeno difficile capire come funziona la cosa, quali sono i soggetti coinvolti, quali sono i legami tra di loro ma il tutto rimane teoria perchè le prove è impossibile averle. In uno stato marcio come l'italia chi controlla il ... controllore? Nessuno. Le raccomandazioni spaziano a 360 gradi a partire dalla base della piramide fino al vertice. Io nel mio piccolo posso portare esempi e non chiacchere di giornali. Per esempio in una fabbrica il raccomandato ha sempre un lavoro migliore, vuoi perchè più pulito oppure perchè meno faticoso. Un esempio troppo piccolo? Dal punto di vista dell'operaio, non direi. Per lui a fine giornata la differenza è enorme.
Adesso racconto con precisione l'unica volta che ho portato di persona mio padre a una visita per l'invalidità nell'ospedale di saluzzo. E tutti i personaggi correlati. Mio padre venne colpito da un ictus cerebrale nella sua abitazione mentre stava per salire la scala esterna che porta nell'appartamento. Fosse caduto non al primo scalino ma all'ultimo forse le cose sarebbero andate in modo diverso. Io ero presente, chiamai il medico di famiglia il quale era prontamente venuto. Gli fece eseguire un banale esercizio con le braccia e tanto gli bastò per capire. Lavoravo nell'azienda da poco tempo. Fortunatamente per lui, dopo un breve ricovero riusci a evitare il peggio come invece è accaduto a tanti altri. Aveva un fisico eccezionale probabilmente la sua tempra lo salvò. Passo subito alla visita avvenuta uno o due anni prima della sua morte, tutto quello che accadrà nel durante avrò modo di raccontarlo successivamente. Dal primo giorno ero sempre stato io ad andare nello studio del nostro storico medico di famiglia a far scrivere la ricetta delle medicine che lui gli aveva prescritto, se non sbaglio erano solo due. Non ricordo il nome ma una scatola era contro il colesterolo. Ogni 2/3 settimane una volta uscito dalla fabbrica a mezzogiorno passavo dal medico e una volta uscito dallo studio passavo in farmacia prima di rientrare a casa. L'ho fatto per 20 anni. Gli avevano subito tolto la patente e mia madre non l' ha mai avuta. Quindi trovai strano che a distanza di decenni questo nostro medico di famiglia mi avesse suggerito di portare mio padre a una visita. Sul serio. Avrebbe anche potuto dirmelo prima, se vogliamo capirci. Tra l'altro questo medico andrà in pensione proprio nell'anno in cui mio padre è morto, una semplice coincidenza. Mi disse che il nostro comune aveva assunto una "bella" assistente sociale, di andare da lei che avrebbe organizzato la visita. Per vedere se magari .... ci avessero dato qualcosa. A quel punto il problema era convincere mio padre ad andarci. Lui non capiva il perchè avrebbe dovuto, era contro i suoi principi, nonostante la rottura del femore accaduta quasi 20 anni prima gli provocasse dolori ogni volta si muoveva. Non voleva proprio saperne. Non erano i soldi che lo guarivano. Mio padre era fatto cosi. Proprio nei giorni scorsi ho letto questa "news", che differenza con questo personaggio. Ad ogni modo non sapevo come fare, avrei dovuto portarlo con la forza. Passano i giorni e a un certo punto si era deciso. Caricato sull'auto, il femore gli faceva molto male nel sedersi e poi rialzarsi e lo portai a saluzzo, nell'ospedale, proprio davanti l'entrata degli ambulatori al pian terreno. Si aiutava con un normale bastone da passeggio nel camminare zoppicando a piccoli passi. Non ero entrato nello studio e come sempre mi sono pentito dopo di non averlo fatto, quindi non posso raccontare le domande e tutto il resto. Adesso vi dico il risultato di quella visita.
Mi aiuto con delle foto. Questo è mio padre pochi mesi dopo l'ictus, questo è mio padre alcuni anni dopo che si era ripreso e questo è mio padre negli ultimi anni, per la precisione 1994, ultima carta di identità. Si vede com'era "migliorato", no? Si vede a occhio nudo. Ma non è tutto. Dall'ultima foto alla visita erano ancora passati altri 4 o 5 anni, non ricordo con precisione. Ebbene una volta ripassato dalla bella assistente sociale vengo a sapere che la commissione medica aveva .....
(continuo il discorso su questo post)










