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18 luglio 2026 - Tratti e ritratti

        Roberto        

Roberto era un raccomandato a sua insaputa. Non aveva nessuna colpa, era un bambino come me. E' deceduto alcuni mesi fa. Ne avevo parlato in questo post. Era nato benestante, il suo destino era stato quello. Apparteneva a una delle famiglie più note del paesello di campagna. Era un "cassinè", parola dialettale che indica i proprietari di una cascina. Avendolo conosciuto e frequentato per un breve periodo posso ricordarlo in questo modo. Mai volgare, mai sopra le righe. Usare la parola intelligente è sempre difficile perchè troppo ampia come significato. Un po come le parole libertà, amicizia, amore. Si rischia sempre di non riuscire nell'intento. Mi spiego. Una persona che conosce a memoria l'intera enciclopedia britannica è una persona intelligente? Non è scontato. Potrebbe avere soltanto una formidabile memoria. Roberto lo era. Inoltre era una persona moderna in un'epoca in cui gli agricoltori erano etichettati in dialetto come "agricul", persone rozze che detestavano la modernità. Questa modernità penso derivasse dal fratello maggiore, architetto che aveva salutato il paesello di campagna ed era andato a vivere a Torino. Mi aveva invitato in alcune occasioni a casa sua, una splendida villa, decisamente moderna per l'epoca situata proprio in centro paese. Lo ricordo con una foto scattata negli anni giusti. Eravano andati nel paese natale di un altro nostro amico, nelle Marche. Roberto è il ragazzo biondo un po distratto, la ragazza era del posto.

<in aggiornamento>

4 luglio 2026 - I raccomandati

        I raccomandati        

cosa c'entrano i raccomandati in questo diario? Tantissimo ma saranno visibili in modo trasversale, a parte l'episodio di mio padre, che portai io stesso a una visita nell'ospedale di saluzzo. In quel caso il racconto sarà diretto.

L'italia è storicamente un paese di raccomandati, a partire dal medioevo. Un comportamento che nasce dalla servitù che ambiva a privilegi che altri simili non avevano. Colui che faceva la raccomandazione, pretendeva poi qualcosa in cambio. Il tutto visibile in forma piramidale a seconda del proprio ruolo. Non saprei dire se l'italia è il paese con "più" raccomandati d'europa, tanto non esistono statistiche tuttavia a mio avviso lo è. I raccomandati, comunque, ci sono ovunque. A parlare la famiglia Dalmasso, che se lo può permettere perchè le raccomandazioni nessuno le ha mai viste. L'episodio di mio padre parlerà chiaro.

I raccomandati si distinguono in due categorie. La prima, la più numerosa, è ben felice di esserlo ma non dirà mai nulla a nessuno. Ci sono soltanto due controparti quindi molto facile tenere il segreto. La seconda invece è orgogliosa di essere un raccomandato e se ne vanta. In questo modo dimostra di avere un grado in più di te. Porterò un esempio quando lavoravo nelle officine. Porterò anche uno straodinario esempio, fuori il mondo operaio, anche in questo caso, per contatto diretto. Ma porterò anche esempi che negli anni sono venuto a conoscenza.

13 giugno 2026 - La lezione

        La lezione        

Riprendo il viaggio, è già un po di tempo che non aggiorno. Il mio progetto è sempre stato molto articolato, troppo ma non volendo mischiare le cose e i fatti non vedo altra strada. In questo caso mi collego, in modo trasversale a un post scritto su un altro blog, quello che prende spunto dal mondo di internet, partendo dall'anno 2000. L'episodio accaduto è perfetto per visualizzare il mio punto di vista. 

Erano già parecchi anni che ci lavoravo, nelle officine. Un giorno negli spogliatoi avrò una lezione inaspettata ma estremamente utile. Il nostro orario di lavoro è sempre stato dalle 8 alle 12 e poi dalle 14 alle 16. Ci furono dei periodi con orario allungato per motivi di produzione ma non cambierà mai nella sostanza. Nelle due stanze con gli armadietti c'erano al centro una bella vasca rotonda con tutti i rubinetti. Le persone si rilassavano ma non più di tanto perchè la pausa era effimera. L'argomento principale era quasi sempre il mondo del calcio, il quale serviva come spunto per prendere in giro il tifoso di questo o di quello, a seconda delle occasioni. Io mi ero defilato completamente perchè trovavo veramente ridicolo partecipare a un gioco cosi stupido quando non sei tu il protagonista ma sei soltanto un tifoso. Tutto accade senza tu sia responsabile in qualche misura. Le persone erano tutte persone per bene, mai visto scherzi a danno di qualcuno come invece accadeva alla Burgo ma non solo, cosi mi avevano raccontato. Tipo un episodio molto grave che era anche passato alla cronaca. Ad ogni modo per chi legge è facile capire.

Come ho già detto in precedenza le edicole erano una tappa fissa dove compravo di tutto. In più guardavo anche la RAI, in particolar modo i programmi dove c'erano questi dibattiti di attualità. Cose trapassate ma in quel periodo era cosi. Se vuoi uscire dal tuo guscio hai la possibilità di confrontarti con un mondo che non è il tuo utilizzando i media. Nulla di per se è negativo, dipente da te mai perdere di vista la realtà, quella oggettiva. 

Non ricordo con esattezza quale fu l'argomento che si parlava durante il lavaggio delle mani, devo averlo rimosso in modo inconsapevole perchè ricordo soltanto .... la lezione. Mi viene la bella idea di intervenire nella chiaccerata, citando un conduttore di questi talk show che avevo visto. In un attimo nello spogliatoio calò il silenzio totale. Più nessuno parlava. Mi ero reso subito conto dell'imperdonabile e stupido errore commesso ma era tardi. MxxxxxxxO, un collega di qualche anno più giovane un po titubante pronuncia queste parole in dialetto piemontese. " ..... ma perchè, ti vardes chi li?". Tradotto, ma perchè, tu guardi quelli li? Ormai era tardi, ma quella lezione fu estremamente utile. Nonostante leggessi, guardassi la Tv .....

26 marzo 2026 - Quel che resta

        Quel che resta .....       


In questo diario personale mi sento in dovere di citare una attività commerciale nei suoi giorni migliori con la quale ho vissuto in parallelo fin dai primi tempi della fabbrica. 

Per paradosso che ha dell'inverosimile sarà proprio internet la sua rovina. Le edicole sono state per tanti decenni un'attività commerciale con quotazioni di tutto rispetto sul mercato. Sono nate negli Stati Uniti dove l'industria editoriale sfruttava i sogni degli americani relativi al cinema hollywoodiano. Con tutto quello a esso collegato, romanzi, riviste di moda e via dicendo. Le edicole diventarono una vetrina patinata. Prima delle edicole c'erano  gli strilloni che gridavano ad alta voce le notizie nei punti nevralgici delle nascenti metropoli con i giornali sotto il braccio. Tuttavia non è possibile risalire a una data certa. In italia sembra che la prima sia stata quella della città di Mantova, fine ottocento.

In italia ma penso ovunque quelle più preziose come quotazioni non erano quelle del centro città ma bensi quelle delle stazioni ferroviarie. Chioschi  e non negozi che faranno la loro comparsa molti decenni dopo. Erano delle sentinelle con le loro luci accese a partire dal buio mattutino fino a quello serale. Una tappa invitante per molti viaggiatori. In molti casi l'edicolante sapeva già cosa sporgere al cliente visto il rapporto esclusivo con lui. E' finita un'epoca, per sempre. Che tristezza.

In questo post faccio vedere quella che fu la mia preferita per tanti anni anche se le conoscevo praticamente tutte, ovunque andassi. Adesso questo glorioso chiosco è stato smantellato, avrebbe dovuto essere conservato come tutti gli altri, come monumento cittadino visto la sua rilevante funzione sociale che aveva avuto. Altro che monumenti ai politici! Si trovava davanti la stazione ferroviaria di Saluzzo. Per me era strategico perchè partendo da Manta, dove c'erano le officine, un kilometro circa e senza entrare nel centro città ci parcheggiavo proprio davanti.

Sapevo di avere in archivio una ripresa video "on the road" dove questo chiosco era ben visibile e l'ho trovato. Agosto 2014. In questa foto del 2020 sembrerebbe essere già chiuso.

due giorni fa

<video 2014>

22 marzo 2026 - Sesto senso

        Sesto senso       

Ancora un esempio. Il tempo vola, questo episodio è accaduto già più di 5 anni fa. L'episodio in se ha quella data ma il mio racconto porterà indietro nel tempo, per la precisione nei mesi successivi alle mie dimissioni dalle officine. In quel caso sarà semplicemente straordinario vedere il legame tra pubblico e privato dove il pubblico può facilmente condizionare un suo subalterno privato. Ma per il momento mi limito alla fine della storia. 

Prima di traferirmi a Cuneo, decido di fare visita a un conoscente che abitava da sempre nella frazione in cui sono nato. Non ricordo quanti decenni era stata l'ultima volta. In linea d'aria un centinaio di metri da casa mia. Il fatto è che avevo deciso di fargli visita per un motivo ben specifico che porta lontano nel tempo. Vengo cosi a sapere che proprio vicinissimo casa sua, un po di tempo prima era deceduto un agricoltore che conoscevo, anche lui abitante molto vicino, in circostanze per nulla chiare. Ma non c'erano testimoni perchè quel giorno lui non era in casa. Ho provato a fare delle ricerche con i potenti motori di ricerca ma stranamente ... nulla. Strano, i giornaletti locali amici storici della Chiesa non avrebbero mai tralasciato una notizia cosi funesta. Come esempio prendo un giornaletto locale di lunga data on line. Questo agricoltore abitava non molto distante, la notizia lo riporta compreso il quotidiano LA STAMPA. E' vero che l'altro era un piccolo agricoltore ma due righe se le meritava. Invece nulla. In definitiva guardate che imperdibili  "news" sono presenti in data odierna che equivale a dire dire tutti i giorni dell'anno .... Ma della morte di questo agricoltore nulla. Racconto quello che ho sentito dire tramite le classiche voci di popolo. Il punto in cui è morto vede come teatro un piccolo canale irriguo in prossimità di un piccolo ponte per via della piccola strada comunale che ci passa sopra. Lui si sarebbe fermato con il trattore, per fare cosa? Casa sua è poco distante e sarebbe caduto nel canale irriguo dove era morto affogato in un palmo d'acqua. L'avevano ritrovato a faccia in giù nell'acqua. I racconti che ho sentito concordano sostanzialmente l'uno con l'altro, differenze tipiche delle voci di popolo. Ebbene sull'intero web non esiste traccia di questa persona e nemmeno dell'unico figlio. Non cito il nome e cognome perchè non necessario ma anche se lo facessi potreste verificare voi stessi di persona la bontà di quello che dico.

Fine della storia. Riprenderò poi il racconto, tra l'altro, molto presto per non perdere il filo del discorso, che vedrà questo agricoltore venire citato, sicuramente a sua insaputa, dal titolare di un officina meccanica al quale mi ero affidato per il lavoro. Per quale motivo questo meccanico che conosco da sempre fece il nome di questo agricoltore, sicuramente una brava persona, in un contesto che nulla aveva a che fare con lui e il suo mestiere? Questo meccanico è una pedina gigantesca per tanti fatti accaduti che non dovevano accadere. Il suo non è un mestiere qualunque. 

2 febbraio 2026 - Torno sui miei passi .....

        Torno sui mie passi ....        

pochi la ricordano ma sono i versi di una bella canzonetta di molti anni fa. 

"Torno sui miei passi, sulla vecchia strada, sulla via del rock n roll, mentre il mondo è tutto beat ...... "

Queste parole prese in prestito mi permettono di riaprire un discorso iniziato in questo diario e poi interrotto. Mi ero trasferito a Cuneo realizzando un progetto di vecchia data. In tutto sono rimasto 4 anni. Ero in affitto. 

Un discorso mai completato e volutamente lasciato aperto. Parto dal finale, qualche settimana prima di lasciare il mio appartamento, nel 2021. Ero salito al piano superiore, esattamente, in questo appartamento, dove c'erano delle persone che facevano rumore tutto il giorno. La cosa andava avanti da mesi. Ero salito verso mezzanotte con un martello di gomma deciso a darglielo in testa. Suonato il campanello nessuno apriva. Con il martello avevo bussato. Una volta aperta la porta tutto buio dentro. Coscienza pulita. Forse è stata una fortuna. Due cinesi mi gridano ad alta voce qualcosa in cinese ma io sono italiano e devi parlare la mia lingua. Entro di brutto dentro, anche se scuro, la luce delle scale permetteva di vedere e punto verso il maschio, la femmina si mette davanti e io ho lasciato perdere. L'idea di una bella martellata in testa non era male anche se ne avevo una di riserva ma questa avrebbe lasciato dei segni. Invece una martellata non lasciava tracce ma lasciava il ricordo.

Avevo invece raccontato l'episodio della centralina che mi ero costruito. Questo è il link del post. L'avevo costruita in risposta a questi schifosi individui. In realtà sapevo che non serviva molto perchè il rumore che io azionavo a piacere si disperdeva nel circostante. Tutti i condomini vicini, chi piu chi meno sentivano la sirena, molto potente. Loro non avevano nessuna colpa. L'importante era attirare l'attenzione. La sirena ha squillato MESI, dal mattino alla sera.

Avevo invece dedicato davvero molto tempo alle riprese della "porta" che in realtà non era il fastidio principale. A proposito. quella porta esiste sempre e ... fa sempre rumore. Volete vedere e sentire? (inserisco un breve video)
Già tempo prima di fare le riprese ero andato a parlare a una coppia abitante all'ultimo piano che conoscevo da anni. Proprietari storici del condominio. Beppe e Chiara. Sono presenti nei filmati inseriti su internet. Quando avevo chiesto alla signora Chiara di cambiare la porta, in realtà basta cambiare il meccanismo che trattiene la chiusura, Chiara mi aveva detto che non avevano soldi. Già, non li avevano. Avevano aiutato la figlia e non li avevano. Beppe presente, nel suo stile non aveva aperto bocca. Completamente falso ma inutile aggiungere altro. Sono passati quattro anni, Beppe si è trasferito al camposanto e Chiara in una casa di riposo. La porta tiene duro.

Adesso ho molte idee e vedrò di realizzarle poco alla volta. Quelli sopra di me ci sono sempre. Ecco i loro nomi sul citofono.

24 dicembre 2025 - Vasco

       Vasco        

In questo post mi posso permettere di visualizzare quel che comunemente si dice "destino". Nella vita reale non nei romanzi. Tragico in questo caso. Nella fotografia che avevo inserito qualche mese fa si vede un giovane ragazzo accovacciato, il primo a partire da sinistra. Lavorava nel reparto saldatura, l'avevo conosciuto anche se non era rimasto molti anni. Non ricordo con precisione. Era chiamato "Vasco" con riferimento al cantante. L'ultimo ricordo prima di cambiare azienda era stato un gesto di gentilezza da parte sua. Era andato in Africa, in vacanza e al ritorno mi aveva portato due manufatti in mogano, due sculture alte una trentina di centimetri, piatte da un lato ma scolpite dall'altro. Un volto femminile. Non avevo mai saputo dove era andato a finire, in quale azienda si era spostato. Sarà una notizia di cronaca a farmelo sapere. Dall'articolo de LA STAMPA ero cosi venuto a conoscenza che era andato a lavorare a Lagnasco, nella distilleria in cui aveva sempre lavorato OresteAnche lui con un tragico destino. Davvero sorprendente la coincidenza. Cosa era accaduto. Una sera viaggiando in compagnia di una ragazza si era scontrato con un altra vettura in senso contrario, a forte velocità su una strada che conoscevo molto bene perchè collega Busca con Caraglio. Una strada con pochissimo traffico la sera, all'epoca. Erano morti entrambi.

Ancora più sorprendente la scoperta che avevo fatto leggendo gli articoli. Non avevo mai saputo dove era finito Fabrizio una volta uscito dall'azienda. Nella foto, il secondo a partire da destra tra quelli accovacciati. Per diversi anni hanno "commemorato" i due defunti con un concerto musicale che di teneva a Pagno, paese relativamente vicino Saluzzo. Il motivo di questo paese e non un altro non saprei dire. In breve, la solita occasione per riempire le tasche di qualche pidocchio della società. Si, ma lo scopo è nobile. Tenere vivo il tuo ricordo. E dall'articolo si legge che Fabrizio era uno degli organizzatori. Anche in questo caso una notizia di cronaca va sempre presa per quello che è. Tuttavia l'occasione è fantastica per ribadire il concetto. Tu finisci al camposanto e subito saltano fuori i pidocchi della società che approfittano della tua disgrazia per riempirsi le tasche, con i giornaletti locali che gli fanno pubblicità. Anni novanta. Adesso è peggio.