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12 agosto 2026 - i raccomandati

       I raccomandati - 2        

Le raccomandazioni di per se non sarebbero una cosa negativa. Favorire una persona capace, una persona seria e affidabile per un determinato ruolo sociale in confronto a un buono a nulla se non peggio, non sarebbe un male. Purtroppo la realtà è ben diversa. Il mio caso descritto in questo post non lascia spazio a compromessi. La filosofia conta zero. Se in Italia milioni di persone hanno preso per tutta la vita e stanno continuando a prendere finte pensioni di invalidità, dico milioni, porterò esempi concreti e nessuno le ha mai tolte nonostante i leccapiedi dei media, quando leggevo i giornali italiani qualche annetto fa, scoprivano di tanto in tanto l'acqua calda. Mai letto una sola volta che avessero tolto il non dovuto a qualcuno, mai. Soltanto la notizia per far vedere quanto sono brave le istituzioni ma fatti zero. I raccomandati hanno vissuto tutta la vita sulle spalle altrui e ci vivono tutt'ora. Sono le leggi italiane che li proteggono, sono state fatte apposta. Dal più piccolo al più grande. Il tutto avviene di nascosto non esiste alcuna traccia. Venirne a conoscenza è fondamentale per giudicare ma la cosa è solo possibile in ambito personale. Parenti, conoscenti molto stretti e poco altro. Gli esclusi nemmeno lo sanno. Non è nemmeno difficile capire come funziona la cosa, quali sono i soggetti coinvolti, quali sono i legami tra di loro ma il tutto rimane teoria perchè le prove è impossibile averle. In uno stato marcio come l'italia chi controlla il ... controllore? Nessuno. Le raccomandazioni spaziano a 360 gradi a partire dalla base della piramide fino al vertice. Io nel mio piccolo posso portare esempi e non chiacchere di giornali. Per esempio in una fabbrica il raccomandato ha sempre un lavoro migliore, vuoi perchè più pulito oppure perchè meno faticoso. Un esempio troppo piccolo? Dal punto di vista dell'operaio, non direi. Per lui a fine giornata la differenza è enorme. 

Adesso racconto con precisione l'unica volta che ho portato di persona mio padre a una visita per l'invalidità nell'ospedale di saluzzo.  E tutti i personaggi correlati. Mio padre venne colpito da un ictus cerebrale nella sua abitazione mentre stava per salire la scala esterna che porta nell'appartamento. Fosse caduto non al primo scalino ma all'ultimo forse le cose sarebbero andate in modo diverso. Io ero presente, chiamai il medico di famiglia il quale era prontamente venuto. Gli fece eseguire un banale esercizio con le braccia e tanto gli bastò per capire. Lavoravo nell'azienda da poco tempo. Fortunatamente per lui, dopo un breve ricovero riusci a evitare il peggio come invece è accaduto a tanti altri. Aveva un fisico eccezionale probabilmente la sua tempra lo salvò. Passo subito alla visita avvenuta uno o due anni prima della sua morte, tutto quello che accadrà nel durante avrò modo di raccontarlo successivamente. Dal primo giorno ero sempre stato io ad andare nello studio del nostro storico medico di famiglia a far scrivere la ricetta delle medicine che lui gli aveva prescritto, se non sbaglio erano solo due. Non ricordo il nome ma una scatola era contro il colesterolo. Ogni 2/3 settimane una volta uscito dalla fabbrica a mezzogiorno passavo dal medico e una volta uscito dallo studio passavo in farmacia prima di rientrare a casa. L'ho fatto per 20 anni. Gli avevano subito tolto la patente e mia madre non l' ha mai avuta. Quindi trovai strano che a distanza di decenni questo nostro medico di famiglia mi avesse suggerito di portare mio padre a una visita. Sul serio. Avrebbe anche potuto dirmelo prima, se vogliamo capirci. Tra l'altro questo medico andrà in pensione proprio nell'anno in cui mio padre è morto, una semplice coincidenza. Mi disse che il nostro comune aveva assunto una "bella" assistente sociale, di andare da lei che avrebbe organizzato la visita. A quel punto il problema era convincere mio padre ad andarci. Lui non capiva il perchè avrebbe dovuto, era contro i suoi principi, nonostante la rottura del femore accaduta quasi 20 anni prima gli provocasse dolori ogni volta si muoveva. Non voleva proprio saperne. Non erano i soldi che lo guarivano. Mio padre era fatto cosi. Proprio nei giorni scorsi ho letto questa "news", che differenza con questo personaggio. Ad ogni modo non sapevo come fare, avrei dovuto portarlo con la forza. Passano i giorni e a un certo punto si era deciso. Caricato sull'auto, il femore gli faceva molto male nel sedersi e poi rialzarsi e lo portai a saluzzo, nell'ospedale, proprio davanti l'entrata degli ambulatori al pian terreno. Si aiutava con un normale bastone da passeggio nel camminare a piccoli passi. Non ero entrato nello studio e come sempre mi sono pentito dopo di non averlo fatto, quindi non posso raccontare le domande e tutto il resto. Adesso vi dico il risultato di quella visita.

Mi aiuto con delle foto. Questo è mio padre pochi mesi dopo l'ictus, questo è mio padre alcuni anni dopo che si era ripreso e questo è mio padre negli ultimi anni, per la precisione 1994, ultima carta di identità. Si vede com'era "migliorato", no? Si vede a occhio nudo. Ma non è tutto. Dall'ultima foto alla visita erano ancora passati altri 4 o 5 anni, non ricordo con precisione. Ebbene una volta ripassato dalla bella assistente sociale vengo a sapere che la commissione medica aveva .....


(continuo il discorso su questo post)

18 luglio 2026 - Tratti e ritratti

        Roberto        

Roberto era un raccomandato a sua insaputa. Non aveva nessuna colpa, era un bambino come me. E' deceduto alcuni mesi fa. Ne avevo parlato in questo post. Anche in questo caso ho voluto provare la potenza di internet e trattandosi di notizie di cronaca vedere se la scomparsa di Roberto veniva segnalata da qualche giornaletto del saluzzese oppure dal quotidiano La Stampa. Il suo cognome non passa inosservato ma nulla, e perchè mai? Altri si e lui no? Non è escluso che la notizia della sua morte sia apparsa sul Corriere di Saluzzo cartaceo, storicamente, settimanale vicino agli agricoltori ma non posso confermare. Anche nel mondo dei giornali non sono tutti uguali essendo a discrezione dei giornali stessi.

 Era nato benestante, il suo destino era stato quello. Apparteneva a una delle famiglie più note del paesello di campagna. Era un "cassinè", parola dialettale che indica i proprietari di una cascina. Avendolo conosciuto e frequentato per un breve periodo posso ricordarlo in questo modo. Mai volgare, mai sopra le righe. Usare la parola intelligente è sempre difficile perchè troppo ampia come significato. Un po come le parole libertà, amicizia, amore. Si rischia sempre di non riuscire nell'intento. Mi spiego. Una persona che conosce a memoria l'intera enciclopedia britannica è una persona intelligente? Non è scontato. Potrebbe avere soltanto una formidabile memoria. Roberto lo era. Inoltre era una persona moderna in un'epoca in cui gli agricoltori erano etichettati in dialetto come "agricul", persone rozze che detestavano la modernità. Questa modernità penso derivasse dal fratello maggiore, architetto che aveva salutato il paesello di campagna ed era andato a vivere a Torino. Mi aveva invitato in alcune occasioni a casa sua, una splendida villa, decisamente moderna per l'epoca situata proprio in centro paese. Lo ricordo con una foto scattata negli anni giusti. Eravano andati nel paese natale di un altro nostro amico, nelle Marche. Roberto è il ragazzo biondo un po distratto, la ragazza era del posto.


<in aggiornamento>

4 luglio 2026 - I raccomandati

        I raccomandati        

cosa c'entrano i raccomandati in questo diario? Tantissimo ma saranno visibili in modo trasversale, a parte l'episodio di mio padre, che portai io stesso a una visita nell'ospedale di saluzzo. In quel caso il racconto sarà diretto.

L'italia è storicamente un paese di raccomandati, a partire dal medioevo. Un comportamento che nasce dalla servitù che ambiva a privilegi che altri simili non avevano. Colui che faceva la raccomandazione, pretendeva poi qualcosa in cambio. Il tutto visibile in forma piramidale a seconda del proprio ruolo. Non saprei dire se l'italia è il paese con "più" raccomandati d'europa, tanto non esistono statistiche tuttavia a mio avviso lo è. I raccomandati, comunque, ci sono ovunque. A parlare la famiglia Dalmasso, che se lo può permettere perchè le raccomandazioni nessuno le ha mai viste. L'episodio di mio padre parlerà chiaro.

I raccomandati si distinguono in due categorie. La prima, la più numerosa, è ben felice di esserlo ma non dirà mai nulla a nessuno. Ci sono soltanto due controparti quindi molto facile tenere il segreto. La seconda invece è orgogliosa di essere un raccomandato e se ne vanta. In questo modo dimostra di avere un grado in più di te. Porterò un esempio quando lavoravo nelle officine. Porterò anche uno straodinario esempio, fuori il mondo operaio, anche in questo caso, per contatto diretto. Ma porterò anche esempi che negli anni sono venuto a conoscenza.

13 giugno 2026 - La lezione

        La lezione        

Riprendo il viaggio, è già un po di tempo che non aggiorno. Il mio progetto è sempre stato molto articolato, troppo ma non volendo mischiare le cose e i fatti non vedo altra strada. In questo caso mi collego, in modo trasversale a un post scritto su un altro blog, quello che prende spunto dal mondo di internet, partendo dall'anno 2000. L'episodio accaduto è perfetto per visualizzare il mio punto di vista. 

Erano già parecchi anni che ci lavoravo, nelle officine. Un giorno negli spogliatoi avrò una lezione inaspettata ma estremamente utile. Il nostro orario di lavoro è sempre stato dalle 8 alle 12 e poi dalle 14 alle 16. Ci furono dei periodi con orario allungato per motivi di produzione ma non cambierà mai nella sostanza. Nelle due stanze con gli armadietti c'erano al centro una bella vasca rotonda con tutti i rubinetti. Le persone si rilassavano ma non più di tanto perchè la pausa era effimera. L'argomento principale era quasi sempre il mondo del calcio, il quale serviva come spunto per prendere in giro il tifoso di questo o di quello, a seconda delle occasioni. Io mi ero defilato completamente perchè trovavo veramente ridicolo partecipare a un gioco cosi stupido quando non sei tu il protagonista ma sei soltanto un tifoso. Tutto accade senza tu sia responsabile in qualche misura. Le persone erano tutte persone per bene, mai visto scherzi a danno di qualcuno come invece accadeva alla Burgo ma non solo, cosi mi avevano raccontato. Tipo un episodio molto grave che era anche passato alla cronaca. Ad ogni modo per chi legge è facile capire.

Come ho già detto in precedenza le edicole erano una tappa fissa dove compravo di tutto. In più guardavo anche la RAI, in particolar modo i programmi dove c'erano questi dibattiti di attualità. Cose trapassate ma in quel periodo era cosi. Se vuoi uscire dal tuo guscio hai la possibilità di confrontarti con un mondo che non è il tuo utilizzando i media. Nulla di per se è negativo, dipente da te mai perdere di vista la realtà, quella oggettiva. 

Non ricordo con esattezza quale fu l'argomento che si parlava durante il lavaggio delle mani, devo averlo rimosso in modo inconsapevole perchè ricordo soltanto .... la lezione. Mi viene la bella idea di intervenire nella chiaccerata, citando un conduttore di questi talk show che avevo visto. In un attimo nello spogliatoio calò il silenzio totale. Più nessuno parlava. Mi ero reso subito conto dell'imperdonabile e stupido errore commesso ma era tardi. MxxxxxxxO, un collega di qualche anno più giovane un po titubante pronuncia queste parole in dialetto piemontese. " ..... ma perchè, ti vardes chi li?". Tradotto, ma perchè, tu guardi quelli li? Ormai era tardi, ma quella lezione fu estremamente utile. Nonostante leggessi, guardassi la Tv .....

26 marzo 2026 - Quel che resta

        Quel che resta .....       


In questo diario personale mi sento in dovere di citare una attività commerciale nei suoi giorni migliori con la quale ho vissuto in parallelo fin dai primi tempi della fabbrica. 

Per paradosso che ha dell'inverosimile sarà proprio internet la sua rovina. Le edicole sono state per tanti decenni un'attività commerciale con quotazioni di tutto rispetto sul mercato. Sono nate negli Stati Uniti dove l'industria editoriale sfruttava i sogni degli americani relativi al cinema hollywoodiano. Con tutto quello a esso collegato, romanzi, riviste di moda e via dicendo. Le edicole diventarono una vetrina patinata. Prima delle edicole c'erano  gli strilloni che gridavano ad alta voce le notizie nei punti nevralgici delle nascenti metropoli con i giornali sotto il braccio. Tuttavia non è possibile risalire a una data certa. In italia sembra che la prima sia stata quella della città di Mantova, fine ottocento.

In italia ma penso ovunque quelle più preziose come quotazioni non erano quelle del centro città ma bensi quelle delle stazioni ferroviarie. Chioschi  e non negozi che faranno la loro comparsa molti decenni dopo. Erano delle sentinelle con le loro luci accese a partire dal buio mattutino fino a quello serale. Una tappa invitante per molti viaggiatori. In molti casi l'edicolante sapeva già cosa sporgere al cliente visto il rapporto esclusivo con lui. E' finita un'epoca, per sempre. Che tristezza.

In questo post faccio vedere quella che fu la mia preferita per tanti anni anche se le conoscevo praticamente tutte, ovunque andassi. Adesso questo glorioso chiosco è stato smantellato, avrebbe dovuto essere conservato come tutti gli altri, come monumento cittadino visto la sua rilevante funzione sociale che aveva avuto. Altro che monumenti ai politici! Si trovava davanti la stazione ferroviaria di Saluzzo. Per me era strategico perchè partendo da Manta, dove c'erano le officine, un kilometro circa e senza entrare nel centro città ci parcheggiavo proprio davanti.

Sapevo di avere in archivio una ripresa video "on the road" dove questo chiosco era ben visibile e l'ho trovato. Agosto 2014. In questa foto del 2020 sembrerebbe essere già chiuso.

due giorni fa

<video 2014>

22 marzo 2026 - Sesto senso

        Sesto senso       

Ancora un esempio. Il tempo vola, questo episodio è accaduto già più di 5 anni fa. L'episodio in se ha quella data ma il mio racconto porterà indietro nel tempo, per la precisione nei mesi successivi alle mie dimissioni dalle officine. In quel caso sarà semplicemente straordinario vedere il legame tra pubblico e privato dove il pubblico può facilmente condizionare un suo subalterno privato. Ma per il momento mi limito alla fine della storia. 

Prima di traferirmi a Cuneo, decido di fare visita a un conoscente che abitava da sempre nella frazione in cui sono nato. Non ricordo quanti decenni era stata l'ultima volta. In linea d'aria un centinaio di metri da casa mia. Il fatto è che avevo deciso di fargli visita per un motivo ben specifico che porta lontano nel tempo. Vengo cosi a sapere che proprio vicinissimo casa sua, un po di tempo prima era deceduto un agricoltore che conoscevo, anche lui abitante molto vicino, in circostanze per nulla chiare. Ma non c'erano testimoni perchè quel giorno lui non era in casa. Ho provato a fare delle ricerche con i potenti motori di ricerca ma stranamente ... nulla. Strano, i giornaletti locali amici storici della Chiesa non avrebbero mai tralasciato una notizia cosi funesta. Come esempio prendo un giornaletto locale di lunga data on line. Questo agricoltore abitava non molto distante, la notizia lo riporta compreso il quotidiano LA STAMPA. E' vero che l'altro era un piccolo agricoltore ma due righe se le meritava. Invece nulla. In definitiva guardate che imperdibili  "news" sono presenti in data odierna che equivale a dire dire tutti i giorni dell'anno .... Ma della morte di questo agricoltore nulla. Racconto quello che ho sentito dire tramite le classiche voci di popolo. Il punto in cui è morto vede come teatro un piccolo canale irriguo in prossimità di un piccolo ponte per via della piccola strada comunale che ci passa sopra. Lui si sarebbe fermato con il trattore, per fare cosa? Casa sua è poco distante e sarebbe caduto nel canale irriguo dove era morto affogato in un palmo d'acqua. L'avevano ritrovato a faccia in giù nell'acqua. I racconti che ho sentito concordano sostanzialmente l'uno con l'altro, differenze tipiche delle voci di popolo. Ebbene sull'intero web non esiste traccia di questa persona e nemmeno dell'unico figlio. Non cito il nome e cognome perchè non necessario ma anche se lo facessi potreste verificare voi stessi di persona la bontà di quello che dico.

Fine della storia. Riprenderò poi il racconto, tra l'altro, molto presto per non perdere il filo del discorso, che vedrà questo agricoltore venire citato, sicuramente a sua insaputa, dal titolare di un officina meccanica al quale mi ero affidato per il lavoro. Per quale motivo questo meccanico che conosco da sempre fece il nome di questo agricoltore, sicuramente una brava persona, in un contesto che nulla aveva a che fare con lui e il suo mestiere? Questo meccanico è una pedina gigantesca per tanti fatti accaduti che non dovevano accadere. Il suo non è un mestiere qualunque. 

2 febbraio 2026 - Torno sui miei passi .....

        Torno sui mie passi ....        

pochi la ricordano ma sono i versi di una bella canzonetta di molti anni fa. 

"Torno sui miei passi, sulla vecchia strada, sulla via del rock n roll, mentre il mondo è tutto beat ...... "

Queste parole prese in prestito mi permettono di riaprire un discorso iniziato in questo diario e poi interrotto. Mi ero trasferito a Cuneo realizzando un progetto di vecchia data. In tutto sono rimasto 4 anni. Ero in affitto. 

Un discorso mai completato e volutamente lasciato aperto. Parto dal finale, qualche settimana prima di lasciare il mio appartamento, nel 2021. Ero salito al piano superiore, esattamente, in questo appartamento, dove c'erano delle persone che facevano rumore tutto il giorno. La cosa andava avanti da mesi. Ero salito verso mezzanotte con un martello di gomma deciso a darglielo in testa. Suonato il campanello nessuno apriva. Con il martello avevo bussato. Una volta aperta la porta tutto buio dentro. Coscienza pulita. Forse è stata una fortuna. Due cinesi mi gridano ad alta voce qualcosa in cinese ma io sono italiano e devi parlare la mia lingua. Entro di brutto dentro, anche se scuro, la luce delle scale permetteva di vedere e punto verso il maschio, la femmina si mette davanti e io ho lasciato perdere. L'idea di una bella martellata in testa non era male anche se ne avevo una di riserva ma questa avrebbe lasciato dei segni. Invece una martellata non lasciava tracce ma lasciava il ricordo.

Avevo invece raccontato l'episodio della centralina che mi ero costruito. Questo è il link del post. L'avevo costruita in risposta a questi schifosi individui. In realtà sapevo che non serviva molto perchè il rumore che io azionavo a piacere si disperdeva nel circostante. Tutti i condomini vicini, chi piu chi meno sentivano la sirena, molto potente. Loro non avevano nessuna colpa. L'importante era attirare l'attenzione. La sirena ha squillato MESI, dal mattino alla sera.

Avevo invece dedicato davvero molto tempo alle riprese della "porta" che in realtà non era il fastidio principale. A proposito. quella porta esiste sempre e ... fa sempre rumore. Volete vedere e sentire? (inserisco un breve video)
Già tempo prima di fare le riprese ero andato a parlare a una coppia abitante all'ultimo piano che conoscevo da anni. Proprietari storici del condominio. Beppe e Chiara. Sono presenti nei filmati inseriti su internet. Quando avevo chiesto alla signora Chiara di cambiare la porta, in realtà basta cambiare il meccanismo che trattiene la chiusura, Chiara mi aveva detto che non avevano soldi. Già, non li avevano. Avevano aiutato la figlia e non li avevano. Beppe presente, nel suo stile non aveva aperto bocca. Completamente falso ma inutile aggiungere altro. Sono passati quattro anni, Beppe si è trasferito al camposanto e Chiara in una casa di riposo. La porta tiene duro.

Adesso ho molte idee e vedrò di realizzarle poco alla volta. Quelli sopra di me ci sono sempre. Ecco i loro nomi sul citofono.